Patrick Merlo

È il 4 novembre del 1975, siamo nello stabile chiamato:
«Maternità di Mendrisio».
Ecco quello è il giorno in cui la persona che ti sta scrivendo in questo momento venne al mondo, e non nelle migliori delle condizioni, già dalle premesse si poteva intuire che sarebbe stata dura!!!!
Infatti sono arrivato al mondo grazie all’aiuto di una ventosa «ti lascio solo immaginare lo stato della forma del mio cranio, quasi come un cono stradale !!» 
Ciao sono Patrick Merlo, e ciò che hai appena letto sono i primi istanti della mia vita, devo però aggiungere che con l’andare avanti del tempo le cose non migliorano gran che, infatti la fortuna non mi abbandonò neanche a 4 anni quando per la troppa concentrazione su di un gioco, mia madre notò che l’occhio destro era andato a farsi un giro, spostando il suo asse di 45° verso il naso. 
Sguercio, pirata, strabico turno nomignoli che mi accompagnarono fin verso la pubertà!!! P.S.: tralascio i soprannomi al mio cognome!!! 
I miei sabati precedenti all’età del «motorino», li trascorrevo proprio come volevo io in salone dai miei genitori ad aiutarli. 
PULIVO con la scopa i capelli dal pavimento, PULIVO le ciotole dei colori, PULIVO i bigodini della permanete, PULIVO e PIEGAVO gli asciugamani, insomma facevo il cosiddetto «ragazzo delle pulizie». 
A 17 anni decisi di andare via di casa, destinazione Zugo in un collegio di preti, dedicato ad imparare il tedesco, in quel luogo decisi di approcciarmi ad imparare al meglio la professione del parrucchiere. 
Iniziai a collaborare in un salone di acconciatura poco distante dal collegio, nella speranza di iniziare ad apprendere i segreti del mestiere del parrucchiere, iniziare a prendere in mano forbici e pettini ed iniziando così a creare bellezza sulle persone, già fremevo all’idea di fare quel salto di qualità, ma la realtà fu ben altra, infatti per un’anno interno l’unica mia mansione fu PULIRE PULIRE ED ANCORA PULIRE!!!!!
(Come se gli anni fatti insieme ai miei genitori in salone a pulire non mi avessero già trasformato in un master della pulizia). 
Arrivo ad un punto in cui, in comune accordo con i miei genitori, decido con grande gioia di ritornare a lavorare insieme a loro. Mi ricordo ancora la conversazione con mio padre:
Mio padre: Patrick, tu al lunedì sei a casa, giusto? 
Io: Si certo.
(A quel tempo l’apprendistato svizzero prevedeva la frequenza a scuola 1 giorno a settimana, nel mio caso era il martedi, il resto dei giorni in azienda a praticare). 
Mio padre: Ok, benissimo, così ti iscrivo alla scuola italiana di parrucchiere, sappi che la dovrai frequentare per i prossimi 3 anni, tutti i lunedì e tutti i giovedì sera, in più è arrivato in salone un apparecchio rivoluzionario, che vista la massiccia affluenza di persone, ha degli orari che richiedono l’apertura del salone dalle 6 del mattino fino alla sera alle 21 e sappi che tu mi aiuterai... 
Immaginate, in salone lo staff era composto da 8 persone, provate un pò ad immaginare a chi toccava fare più sacrifici a livello di lavoro e investimento di tempo? Esatto proprio al sottoscritto :D
Ottenuto il diploma, frequento il servizio militare a Losone, inserito in mansioni da ufficio, dove faccio tutto tranne che lavorare, da lì capisco che nell’eventualità scoppiasse una guerra, la cosa migliore per il paese è non avermi in mezzo ai piedi :D 
Il mio lavoro a servizio dello stato si conclude nel dicembre del 1995, quando, più gasato che mai, mi trasferisco a Zurigo. 
A quei tempi la città sulla Limmat stava uscendo dagli anni bui della droga in strada, e spostarsi da Novazzano nella metropoli svizzera era pura follia.
Nel periodo trascorso cambio 3 saloni. 
Il primo salone era tra i più all’avanguardia della città, percepisco uno stipendio pari alla metà di quello elencato nel contratto collettivo di lavoro 
Il secondo, classico Salone «Peppina», sporco, clientela super negativa, orari inesistenti, penso che oltre ad aver ricevuto paghe da fame, l’ultimo stipendio lo sto ancora aspettando :D 
[ DA MERLO AD AQUILA ] 
Il terzo salone è uno spettacolo, divertimento totale, mi ricordo come fosse ieri il giorno di prova, 19 clienti in 9 ore per far vedere alla mia Cheffin di che pasta ero fatto. (Certo poi c’è da dire che ha voluto veramente vedere di che pasta ero fatto, dato che con zero esperienza a livello gestionale e ancora alle prime armi mi affidò 19 clienti da gestire, una pazza, ma grazie a lei inizia a intuire che cosa si prospettava nel mio futuro, infatti in un team composto da 27 persone imparai molto sulla gestione degli appuntamenti e sulla gestione della clientela, una vera e propria scuola di vita professionale). 
Tutto procedeva al meglio, crescevo sempre di più, fino a quando presi una decisione da «fuori di testa»: preparai i bagagli e partii per l’Australia, un periodo indimenticabile per me.
Mi trovai a vivere in una famiglia di Italiani emigranti, la donna di casa era parrucchiera, quasi come un colpo di fortuna mi resi conto di essere inseguito dalla mia passione, questo mi permise di vivere il mondo della bellezza anche in un’altro continente distante centinaia e centinaia di km da casa. 
Tornai a casa e nel 2001 decido di iscrivermi alla scuola superiore di maestro parrucchiere, dove oltre a maturare esperienze approfondite della nostra professione, incontrai dei colleghi speciali. 
Dal 2003 al 2012 ho avuto la fortuna di girare i 5 continenti ad aiutare ambiziosi parrucchieri a crescere il loro lato professionale facendo parte di vari team internazionali di formazione moda capelli. 
Ero appagato di ciò che avevo ottenuto, ma reputavo i miei raccolti, pura fortuna.
Colpi di fortuna che mi hanno permesso di fare un percorso di crescita, ma arrivato a questo punto sentivo che mancava qualcosa. 
Non so se tu che leggi in questo momento hai mai vissuto la mia stessa situazione, la frustrazione di non sentirti appagato in ciò che fai, quella situazione di stress nel sentirti limitato nel tuo potenziale, non sentirti libero di esprimere il tuo vero valore, la tua vera passione. 
Fino a quando un giorno incontrai un mio collega, vidi nei suoi occhi quella sensazione che ricercavo da tempo. 
Mi raccontò che aveva appena aperto un suo salone, la cosa che mi lasciò basito era il fatto che mi raccontava di quante difficoltà avesse incro- ciato nella creazione del suo salone, di quanti bastoni tra le ruote avesse dovuto togliere nel percorso di creazione della sua creatura. 
Lì per lì non mi fu chiaro il perché di tanto entusiasmo in tutte queste difficoltà, ma poi capii che la sua gioia non derivava dall’aver superato tutte queste difficoltà, bensì nell’aver creato un qualcosa che permettesse ai suoi clienti di essere più belli, aveva dato un significato alla sua vita. 
Così mi decisi, mi guardai allo specchio, mi rimboccai le maniche e decisi che da quel giorno avrei superato mari e monti, ma avrei creato un luogo in cui esprimere la mia passione, in cui poter trasmettere ai miei clienti l’amore e l’esperienza accumulata in anni e anni di duro lavoro. 
Il 2012 decisi che sul mercato doveva arrivare il nuovo, doveva arrivare la vera innovazione, dovevo portare sul mercato il figlio che avevo accudito in tutti questi anni di esperienza, decisi che era arrivata l’ora di aprire il mio NUOVO SALONE. 
Il percorso fu duro, fidati, ma la passione che ogni giorno cresce dentro me è inspiegabile!!!
La voglia di far crescere il mio team, la voglia di rendere unico ogni cliente è l’unica ragione che ogni mattina mi porta ancora tutt’oggi dentro il mio salone, perché il guardarmi allo specchio, vedendo nei miei occhi la stessa luce che vidi negli occhi del mio collega è la dimostrazione che la mia strada è quella giusta, l’amore dei miei clienti e i risultati ottenuti in questi anni sono parlano una sola lingua, la lingua della soddisfazione personale. 
Oggi, ho davanti a me un nuovo cambiamento, un nuovo passo per avvicinarmi sempre di più al mio sogno e per questo che ho deciso di condivi- dere questo cambiamento con la mia Splendida AMICA, l’architetto Moira Cadei-Ciupi, artefice dello splendido salone che ha creato, spazio per presentare le sue opere sotto le luci dei riflettori della piazza di Chiasso!
Collaborare per me significa condividere, crescere, avere la possibilità di farsi conoscere!! 
E posso dire di aver condiviso e conosciuto una splendida persona in Moira. 
Il futuro parte dalla capacità di programmarlo e sognarlo, insieme al mio team abbiamo già programmato e sognato i prossimi due anni, due anni per metterti in condizioni di ottenere la stessa soddisfazione che io ho vissuto in questo progetto, per rendere te la protagonista, per rendere te al centro del tuo look, detto in poche parole per: 
DIVENTARE L’ARTISTA DI TE STESSA 

© 2017 by Patrick Merlo. MXP Sagl P.zza Col. Bernasconi 2,  CH 6830 Chiasso          Privacy Policy       Cookie Policy

  • Grey Facebook Icon
  • Grey Instagram Icon
  • Grey YouTube Icon